Un giorno al Barefoot College di Tiloniya

Oggi le nostre “nonne” sono venute a piedi dall’old campus al new campus per vedere uno spettacolo di marionette e musica organizzato per loro dalla communication section del Barefoot College. E’ questa l’occasione di visitare tutta la struttura del campus, 8 acri di terra, dove sono stati costruiti piccoli edifici che ospitano uffici e laboratori, ma anche abitazioni e dormitori per gli ospiti. Il campus infatti è strutturato come un piccolo villaggio autosufficente che offre tutti i servizi necessari: la mensa, la biblioteca, la posta, l’ambulatorio medico, la radio, il servizio taxi.

Fondato nel 1972 il Barefoot College nasce per dare soluzioni ai problemi delle comunità rurali e renderle autosufficenti nell’ambito della gestione dell’acqua, dell’educazione, della sanità, del lavoro artigianale. Gli obbiettivi del Barefoot sono l’emancipazione delle donne, il progresso sociale attraverso il lavoro e lo sviluppo della comunicazione ed infine l’ecosostenibilità attraverso l’energia solare. Nel tempo il modello Barefoot si è perfezionato e oggi è stato replicato nelle comunità rurali di 14 stati dell’India.

Il nome Barefoot College è composto dalle parole barefoot, traducibile in italiano con a piedi scalzi, a simboleggiare il valore e il riconoscimento dato dal college al sapere collettivo e ai saperi dei più poveri, e college, nel senso che in questo luogo si viene per imparare con una fondamentale differenza con i centri di apprendimento di tipo occidentale: gli insegnanti possono essere analfabeti, ma non per questo meno qualificati.

Nei due campus di Tiloniya, completamente ecosostenibili e autosufficenti,  vivono circa duecento persone che lavorano nei diversi reparti e laboratori. Sono artigiani, costruttori di pozzi, infermieri, carpentieri, muratori, ingegneri, autisti, cuochi…nessuno dei quali ha ricevuto una istruzione scolastica, ma che hanno imparato attraverso l’esperienza.

Poichè il Barefoot si basa sui principi di eguaglianza e gestione collettiva della struttura, nessuno dei lavoratori guadagna più di $150 al mese e il rapporto tra la paga più alta e quella più bassa non è mai più di 2 a 1. Al Barefoot non bisogna avere uno stipendio perchè tutto ciò che è necessario è comune: cibo, assistenza medica, elettricità, trasporti etc. I bisogni son comunque moderati perchè la vita al college è basata sulla semplicità e sull’austerità dello stile di vita: il cibo è vegetariano, non si servono alcolici o dolciumi, è vietato fumare, ognuno lava i propri piatti e le proprie stanze.

Accompagnamo le donne della Solar Section in una breve visita dei principali ambienti del campus tra cui i laboratori dove si producono tessuti, forni solari, quaderni, assorbenti e pannolini. Attraversiamo poi le varie sezioni tra cui quelle della radio, comunicazione, teatro delle marionette, il centro per la gestione delle acque, la posta, il centralino, la biblioteca e la mediateca.

Per chi volesse approfondire le attività, la gestione e la storia del barefoot college vi consigliamo di visitare il sito www.barefootcollege.org

A DAY AT THE BAREFOOT COLLEGE
Today our ‘grandmothers’ walked  from the old campus to the new campus to see a show of music and puppets the Barefoot College communication section had organized for them. A perfect occasion for us to go around and visit the whole campus, 8 acres of field, where they built small buildings with offices, laboratories, houses and dormitories for guests. The campus is like a small village with all the essential facilities: a dining hall, a library, a post office, a consulting room, a radio station and a taxi service.
Founded in 1972, the Barefoot College was born to give solutions to the rural community and make it self-sufficient in education, health, crafts and managing of water. The aims of the Barefoot College are the emancipation of women, the social progress, the development of communication and the eco-sustainability through solar energy.  The Barefoot model has been getting better and better with time and has been replied in the rural communities of 14 countries of India till today.
Its name is composed by the words barefoot (‘a piedi scalzi’, in Italian), that symbolizes the value the college gives to common and simple knowledge, and college, a center in which you can learn something in a totally different way, far  from the western model: here, teachers can be absolutely illiterate, but not less qualified for this reason.
In the two campuses of Tiloniya, totally self-sufficient and eco-sustainable, there are about two hundred people working in the different sections and laboratories. They are artisans, wells builders, nurses, carpenters, engineers, drivers, cookers. None of them has never been educated, but they all learnt their work by experiencing.
As the Barefoot is based on equality and common managing of the structure, none of the workers gains more than $150 in a month and the ratio between the highest and the lowest pay is never more than 2 to 1. At the Barefoot you needn’t a salary as all you need is shared: food, health assistance, electricity, transports, and so on. The life is really simple and austere: vegetarian food, no alcohol or sweets allowed, no smoking. Moreover, everyone cleans his own dishes and room.
With the women of the Solar Section, we went around the campus sections, visiting clothes, solar ovens, notebooks, pads and diapers laboratories. We went also through the radio station, the communication section, the puppets theatre, the center for water management, the post office, the telephone switchboard section, the library and the media library.
(For further information about activities, management and history of the Barefoot College, check the webpage www.barefootcollege.org)

 

3 thoughts on “Un giorno al Barefoot College di Tiloniya

    • Ciao Luca!
      che sorpresa vedere le tue foto al barefoot, sono molto belle. complimenti anche per il sito, sembra molto interessante!
      purtroppo ho visto il tuo post in cui ci chiedevi di salutare il puppet team troppo tardi, siamo già a jaipur e presto di ritorno in italia.
      ma torneremo a marzo..
      un abbraccio e un saluto a stefania
      ciao
      giop

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