Installazioni a Tacalaia, 4.500 mt

(for english see below)

Giovedi 7 febbraio  2013

Come ogni giorno anche oggi lasciamo il campo base di Candarave alle sei e trenta. Oggi siamo diretti a Talacaia, una comunità a 4.500 metri di altitudine ai piedi del vulcano Tutupaca, un colosso di 5.800 mt che domina la valle dove pascolano centinaia di lama e alpaca e sono sparse qua e là una decina di fattorie.

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Le nostre tecniche si sono spostate da Japopunco e ora sono ospitate nelle spoglie aule del “colegio” locale. Incontriamo Don Valeriano, il presidente del “comitè solar” di Tacalaia, che ci mostra il pannello appena installato nella sua fattoria. Don Valeriano ci spiega che nella comunità ci sono 18 beneficiari le cui abitazioni o capanne sono spesso lontane dal villaggio, a volte anche decine di kilometri e per questo ci sono quattro “choffer” pronti a portare “las señoras” nei luoghi dove si devono fare le installazioni a bordo delle loro moto.

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Raggiungiamo Jeny e Paula alla fattoria di Don Lisandro che possiede un centinaio di lama e alpaca. Don Lisandro sta marcando i piccoli annodando alle loro orecchie un fiocchetto di lana rosa e blu, i colori distintivi che gli permettono di riconoscere i suoi animali da quelli dei vicini. Intanto nel cortile la moglie sta finendo di scuoiare il lama che più tardi ci offrirà per pranzo.

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Jeny e Paula installano velocemente le luci a led nelle varie stanze della casa: cucina, magazzino e stanza da letto. Finita l’installazione chiamano il piccolo Jefferson (a quanto pare un nome piuttosto comune da queste parti) perché accenda per la prima volta la luce. Jefferson si arrampica sul letto e allunga la manina per raggiungere l’interruttore. La luce si accende e il bambino salta di gioia suscitando risate generali.

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Nel pomeriggio l’appuntamento è un guado del fiume che scorre per la valle dove la nostra guida Don Felix consegna il kit solare al signor Ubert Flor. Dopo esser riuscito a trasportare il kit dall’altra sponda del fiume il “comunero” lo carica su una carriola e si incammina lungo un sentiero di mezza costa che si inerpica lungo la valle circondata da cime innevate. Nonostante i suoi settant’anni e il carico pesante, il pastore cammina a passo spedito, anche perché si stanno addensando nubi minacciose, e quasi facciamo fatica a stargli dietro.

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Dopo mezz’ora di cammino arriviamo a destinazione e si scatena il temporale. Ci rifugiamo a casa dell’anziano aspettando che “las ingenieras” finiscano di installare nelle capanne vicine. Mentre condividiamo uno spuntino, Ubert Flor da buon cristiano ci spiega la sua filosofia di vita: amare il prossimo come se stesso e aiutarsi gli uni con gli altri accontentandosi di ciò che si ha.

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Poco più tardi arrivano Jeny, Paula e Rosa che senza perdere il loro buon umore salgono sul tetto sotto la pioggia battente e in meno di un’ora installano il pannello con la sua batteria e le luci. Scattiamo un ritratto al buon Uber Flor, in posa con la sua lampada solare, e ci mettiamo in cammino verso la macchina ben coperti dai nostri ponci impermeabili. Percorriamo a ritroso il sentiero sotto il temporale e osserviamo con invidia i lama e gli alpaca che pascolano tranquilli nella prateria a fondo valle. Finalmente arriviamo alla macchina e subito Don Felix ci riporta a casa.

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Dopo un’ora di strada dissestata e fangosa arriviamo a Candarave. Sono le sette e mezza di sera, che da queste parti significa notte fonda, e l’unico posto che troviamo aperto per mangiare è il nostro amato baracchino accanto al negozio di telefoni. Purtroppo il brodo di pollo è finito così siamo costretti a ordinare l’unica altra scelta del menu: un piatto di “salchipapa” (da “salcichon y papas”) ovvero un wurstel appena scaldato sulla piastra e patate fritte tagliate sul momento, il tutto accompagnato da riso, insalata e un assortimento di salse di vario colore. Al negozio di telefoni abbiamo ormai il nostro posto fisso e alle otto e mezzo, esausti, siamo già sotto le coperte di lana di alpaca dell’Hospedaje Los Pines.

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Installation in Tacalaia, 4,500 mt

Thursday February 7, 2013
As every day, today we’re leaving the base camp in Candarave at half past six. Today we are going to Talacaia, a community at 4,500 meters above sea level at the foot of the volcano Tutupaca, a colossus of 5,800 meters above the valley where hundreds of lamas and alpacas graze and where we find a dozen farms.
Our techniques have moved from Japopunco to the local “colegio”. Here we meet Don Valeriano, the president of the “Comité solar” in Tacalaia, and he shows us the panel just installed on his farm. Don Valeriano explains that in the community there are 18 beneficiaries whose houses or huts are often, sometimes even tens of kilometers, far from the village. For that reason there are four “choffers” ready to take “las señoras” to places where you have to make installations by  their motorcycle.
We are going to Jeny and Paula to the farm of Don Lisandro who has a hundred llamas and alpacas. Don Lisandro is marking small tying their ears a bow of pink and blue wool, the distinctive colors that allow him to recognize his animals from those of their neighbors. Meanwhile, in the courtyard of his wife is finishing up the skinning knife that later will give us for lunch.
Jeny and Paula are quickly installing LED lights in all the rooms of the house: kitchen, storage room and bedroom. After the installation, I call the small Jefferson (apparently a fairly common name here) to switch on the light for the first time. Jefferson climbs on the bed and stretches out his hand to reach the switch. The light comes on and the child jumps for the joy causing general laughter.
In the afternoon, the appointment is at a ford of the river that flows through the valley where our guide Don Felix delivers solar kit to Mr. Ubert Flor. After having delivered the kit on the other side of the river, the “comuneros”, he puts it on a wheelbarrow and walks along a path of the coast along the valley surrounded by snow-capped peaks. In spite of his age, seventy years old, and the heavy load, the shepherd is walking briskly, also because storm clouds are gathering, and it’s hard for us to keep up with him.
After half an hour, as soon as we reach our destination the storm is unleashed. We take refuge in the house of the elderly man, waiting for “las ingenieras” ending up the installation in the huts nearby. During our snack, Ubert Flor, being  a good Christian, talks about his philosophy of life: love your neighbor as yourself, and help each other being happy with what you have.
Jeny , Paula and Rosa arrive a little later and, in a good mood, climb on the roof, despite the pouring rain and they install the panel with its battery and lights in less than one hour. We take a good picture of Uber Flor, posing with his solar lamp, and, well covered by our waterproof ponchos, we start walking towards the car. We finally come to the machine and Don Felix immediately brings us back home.
After an hour of bumpy and muddy road we arrive to Candarave. It’s half past seven p.m., which in these parts means night, and the only place to eat we find open is our beloved shack next to the telephone shop. Unfortunately, the chicken soup is finished so we are forced to order the only other choice on the menu: a plate of “salchipapa” (from “salcichon y papas”), that is a sausage with fried potatoes, all served with rice, salad and sauces of various colors. We are exhausted and, at half past eight , we are already under the covers of the Hospedaje Los Pines.

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